Quando due sposi si trovano uniti da un sentimento forte, un amore grande e tanta complicità ma si trovano divisi dal modo di concepire e vivere la religione hanno la possibilità di unirsi in matrimonio con la formula mista. Il matrimonio misto è in forte crescita in Italia da circa dieci anni, due individui di religione diversa decidono di sposarsi, ma se all’inizio le differenze possono non pesare, è importante comprendere che il compromesso sarà fondamentale nel lungo termine. Si tratta prima di tutto di una questione di rispetto delle reciproche diversità.

Matrimonio misto cattolico-ateo

Il matrimonio misto in Italia è stato sancito nel 1970 da Papa Paolo VI e poi nel 1983 è stato inserito nel Codice di Diritto Canonico, e prevede l’unione tra una persona di fede cattolica che ha ricevuto battesimo, comunione e cresima e un’altra persona atea o di religione non cattolica che non deve convertirsi ma accettare i punti salienti del matrimonio. La cerimonia si può svolgere in Chiesa con delle limitazioni e delle modifiche nelle formule. Non prevede la conversione della persona non credente o di altra religione, ma la promessa e il rispetto di alcune regole.

misto matrimonio

Le regole per unire una coppia mista

La persona di fede cattolica si dichiara pronta ad educare i figli alla fede cattolica e a battezzarli, ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede. La persona atea o di altra religione si impegna a non ostacolare la pratica cattolica della propria compagna o compagno e dei figli, deve dichiarare di non essere sposato e presentare un certificato di battesimo se ha ricevuto il sacramento. La coppia comprende, quindi, nonostante la differente fede che l’unione deve essere stabile, indissolubile e unica. Fatte queste premesse è possibile celebrare il matrimonio con licenza del Vescovo e del parroco della Chiesa dove si celebra il rito, il consenso degli sposi che sono consapevoli delle rispettive dichiarazioni.

La persona non cattolica non partecipa all’eucarestia e sono previste formule diverse rispetto al rito classico (ad esempio quella dello scambio delle fedi, la parte non cattolica pronuncerà parole differenti). Ma si tratta di un sacramento valido con tutte le sue implicazioni e non può essere celebrato il rito successivamente con altre formule religiose. Occorrerà fare le pubblicazioni, il corso prematrimoniale (non è obbligatorio ma si può personalizzare per aiutare la coppia a sviscerare le varie problematiche che possono capitare anche per le differenze religiose e culturali), la scelta di due testimoni e le firme per concludere il rito.

Il matrimonio misto cattolico-musulmano

Qui occorre fare alcune precisazioni perché l’islam prevede per gli uomini di fede musulmana la possibilità di unirsi in matrimonio con una donna di religione diversa, ma deve provare di appartenere alle “genti del libro”, ovvero di fede cristiana o ebrea. In questo caso la donna può non convertirsi ma si sposerà con un matrimonio a termine, ossia con una durata prefissata. La donna musulmana non può invece unirsi in matrimonio con un uomo di religione differente.

Il matrimonio di una coppia cattolico-musulmana è possibile ma ci sono degli elementi che vanno valutati attentamente e comprendere le diversità se non si opta per la conversione. Ad esempio, nella religione musulmana il banchetto non prevede carne di maiale e alcolici, e ci sono delle differenze culturali e di tradizioni che la coppia dovrà prendere in considerazione e affrontare. Le diversità non sono ostacoli, ma vanno viste come ricchezza anche perché l’amore vince su tutto.

Le regole per unire una coppia cattolico-musulmana

Per la persona di fede cattolica si devono presentare i consueti documenti riguardanti i sacramenti ricevuti e le dichiarazioni di essere pronta ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e la promessa di battezzare ed educare i figli seguendo la fede cattolica. Per la persona non cattolica (musulmana, buddista, scintoista ecc.) occorre la dichiarazione di non aver contratto altri matrimoni e poi presentare i documenti civili. È necessaria la dispensa per celebrare il matrimonio con disparità di culto e le dichiarazioni proprio come per il matrimonio misto. Per la celebrazione si seguirà il rito del matrimonio, ma non verrà celebrata la Santa Messa.